Premessa al PdM

Priorità, traguardi ed obiettivi

 

 

Il presente Piano parte dalle risultanze dell’autovalutazione d’istituto, così come contenuta nel Rapporto di Autovalutazione (RAV), pubblicato sul sito web della scuola nella sezione “Autovalutazione di Istituto”.

In particolare, si rimanda al RAV per quanto riguarda l’analisi del contesto in cui opera l’istituto, l’inventario delle risorse materiali, finanziarie, strumentali ed umane di cui si avvale, gli esiti documentati degli apprendimenti degli studenti, la descrizione dei processi organizzativi e didattici messi in atto.

Si riprendono qui in forma esplicita, come punto di partenza per la redazione del Piano, gli elementi conclusivi del RAV e cioè: Priorità, Traguardi di lungo periodo, Obiettivi di breve periodo.

Le priorità e i traguardi che l’Istituto si è assegnato per il prossimo triennio sono:

 

Descrizione delle priorità

 

 

Descrizione dei traguardi Esiti degli studenti
Migliorare i risultati delle prove Invalsi di italiano e matematica e migliorare i livelli 1 e 2 di apprendimento degli alunni nelle prove standardizzate

 

Allineare i risultati delle prove Invalsi a quelli nazionali riferiti a scuole con lo stesso background socio-culturale (area: risultati prove standardizzate) e ridurre la percentuale di alunni nei livelli 1 e 2 nelle prove Invalsi di italiano e matematica (area: risultati prove standardizzate)

 

Risultati nelle prove  standardizzate
Aumentare il successo scolastico degli alunni al passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado

 

Aumentare almeno del 10% il numero degli alunni che seguono il consiglio orientativo considerato che il successo scolastico alla scuola secondaria di II grado è strettamente connesso al rispetto del consiglio orientativo (area: risultati a distanza )

 

Risultati a distanza

e le motivazioni della scelta effettuata sono le seguenti:

 

I risultati nelle prove Invalsi hanno fatto registrare una flessione (in negativo) nell’anno 14/15, soprattutto nella scuola primaria si ritiene che porsi degli obiettivi di miglioramento su queste prove possa avere un’importante ricaduta tanto nell’innovazione didattica, spingendo i docenti ad una didattica sempre più mirata al raggiungimento di competenze, quanto nei risultati generali di apprendimento degli studenti.

La seconda priorità che ci si pone si focalizza sui risultati a distanza e in particolare sul miglioramento del successo scolastico al passaggio dalla scuola di primo grado a quella di secondo grado. Dai dati emersi nelle ultime rilevazioni si evince che c’è un andamento irregolare dei risultati a distanza degli alunni provenienti dalla nostra scuola. Tra gli alunni che hanno seguito il consiglio orientativo la percentuale dei promossi al secondo anno della scuola secondaria di secondo grado è stata del 92,5% nell’a.s. 12/13 e del 60% nel 13/14. Tra gli alunni che non hanno seguito il consiglio orientativo, la percentuale degli ammessi è nettamente inferiore in entrambe le annualità. Pertanto ci si pone l’obiettivo di aumentare il numero di alunni che seguono il consiglio orientativo attraverso il miglioramento delle competenze chiave e di cittadinanza degli studenti, ritenute fondamentali per la formazione della persona, la conoscenza di sè, dei propri limiti e delle proprie potenzialità. Le tre competenze che ci si propone di promuovere sistematicamente nell’arco del triennio sono indicate in numerosi studi come competenze importantissime soprattutto nella selezione dei profili professionali (Cfr. R. Abravanel, L. D’Agnese, La ricreazione è finita. Scegliere la scuola, trovare lavoro.)

 

Una criticità del nostro Istituto  è rappresentato dalla scarsa partecipazione delle famiglie alla vita della scuola sia   negli Organi Collegiali che nelle altre situazioni relative alla carriera  scolastica dei rispettivi figli. Si è rilevata infatti negli anni una quasi totale delega della funzione educativa all’Istituzione scolastica.

Di qui gli obiettivi di processo che l’Istituto ha scelto di adottare in vista del raggiungimento dei traguardi sono:

 

 

Area di processo Descrizione degli obiettivi di processo
Curricolo, progettazione e valutazione Favorire l’apprendimento per competenze in ambito linguistico e logico-matematico

 

Studio delle prove invalsi e riflessione sui risultati. Potenziare le prove comuni semistrutturate e strutturate, anche tipo INVALSI, funzionali a monitorare gli esiti e a riflettere sulla propria prassi (scuola primaria e secondaria di I grado)

 

Rinforzo dei prerequisiti di acceso alla scuola primaria nell’area linguistico-espressiva e logico-matematica

 

Continuità e orientamento A – Redigere un curricolo delle 3 competenze chiave e di cittadinanza:

 

1 – imparare ad imparare: sviluppo di un metodo di lavoro che gli consenta di apprendere in autonomia

 

2 – competenze sociali e civiche: consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri limiti e impegno nel portar a termine il lavoro individuale e/o di gruppo

 

3 – competenze digitali e avvio al pensiero computazionale: uso consapevole e critico delle TIC e degli ambienti di comunicazione virtuali

 

B – Sensibilizzazione delle famiglie in merito agli obiettivi delle competenze chiave e di cittadinanza che devono essere raggiunti dai loro figli.

 

Ambiente di apprendimento Potenziare la dimensione laboratoriale dell’apprendimento attraverso l’uso di  metodologie innovative( cooperative learnin, debate e flipped classroom) estese a tutte le discipline nell’arco del triennio

 

 

 

Scelte conseguenti ai risultati delle prove INVALSI

L’analisi compiuta nella sezione 2.2. del RAV (Risultati di apprendimento nelle prove standardizzate nazionali di Italiano e Matematica) ha messo in luce

i seguenti punti di forza:

La scuola è disponibile a mettere in campo azioni e risorse professionali al fine di migliorare i risultati delle prove INVALSI. Non sono stati mai evidenziati comportamenti opportunistici.

 

ed i seguenti punti di debolezza:

Il principale punto di debolezza rilevato consiste nella difficoltà a far percepire a studenti, famiglie e in alcuni casi anche a docenti, l’importanza di tali rilevazioni. Ciò determina la tendenza di molti alunni a non applicare il massimo dell’impegno nello svolgimento dei test standardizzati e di alcuni docenti a non affrontare questo nodo con determinazione.

L’idea di attribuire una valutazione interna alle rilevazioni incontra resistenza nelle famiglie e in alcuni casi anche nei docenti.

Si ritiene pertanto necessario rafforzare le iniziative  per incrementare la percezione di importanza e l’impegno nello svolgimento di queste rilevazioni.

Degni di attenzione sono i dati relativi alle scuole primarie che evidenziano disomogeneità tra le classi e omogeneità all’interno delle stesse. Questa situazione riflette la composizione dei diversi contesti di riferimento delle scuole dove sono presenti monosezioni come descritto nel RAV, con la conseguente impossibilità di fare agire i criteri di formazione delle classi per contrastare questa criticità.

Con riferimento ai motivi della scelta relativa ai risultati a distanza, si fa riferimento a quanto sopra esposto.